Da quale abisso levavo il mio grido
Mercoledì 22 aprile, ore 21.00
Letture dalle Confessioni di Sant’Agostino
Con il coro di Torino Incontra Taizé, legge Piero Marcelli
Bambino vivace, adolescente turbolento, giovane dissoluto, filosofo, oratore, polemista, teologo, mistico e infine vescovo. Così si racconta Sant’Agostino in una biografia interiore di sorprendente modernità.
I canti di Taizé e i passi dell’opera agostiniana hanno numerose ragioni di affinità nei contenuti e frequenti analogie testuali. Strettamente connessi per parole o suggestioni, si completano a vicenda, dando origine a un insieme che trae armonia e ispirazione dal comune attingere alla tradizione dei Salmi.
Entrambi fanno ampio ricorso alla formula della ripetizione (i canti a livello di fraseggio musicale, le Confessioni a livello di struttura narrativa) riprendendola - in prospettiva liturgica - quale strumento per aprire un accesso verso la parola di Dio e interiorizzarnee il senso, la bellezza e persino l’asprezza.