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Torino Spiritualità / 2008

Un incontro tra idee, parole voci e religioni provenienti da ogni parte del mondo, un laboratorio per porre a confronto le varie forme di pensiero che la spiritualità assume nelle diverse culture e orientamenti religiosi, uno spazio per discutere i temi etici che il mutamento del mondo ci pone e per affrontare le complesse problematiche delle società multiculturali. Una riserva protetta per quanti sentonodentro di sé il senso del limite e l’insufficienza dell’esistenza, uno spazio per rallentare il ritmo di vita e fermarsi a riflettere sui grandi temi dell’umanità, aiutati e ispirati anche da quei saperi sull’uomo che le religioni rappresentano.
Un luogo che non propone solo percorsi di confronto e di discussione di carattere culturale, ma anche momenti di crescita individuale e di intendità introspettiva, nella convinzione che esista ino spazio per
la spiritualità anche in quelli che non credono.
Tutto questo è Torino Spiritualità.

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Leggi tutti i post pubblicati sul sito in marito all’edizione 2008…
Leggi il Diario, curato da Giorgia Marino, dell’edizione 2008…

Il tema: Speranze

Per proseguire il cammino attraverso le diverse forme di pensiero che la spiritualità assume nelle varie culture e nei diversi orientamenti religiosi, quest’anno il Comitato Organizzatore di Torino Spiritualità con la supervisione scientifica di Alberto Melloni e la consulenza del Comitato di Pensiero e di Ricerca ha focalizzato il proprio lavoro sul tema centrale, Speranze, traendo spunto ispiratore dal passo conclusivo de Le città invisibili di Italo Calvino di seguito citato: “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

Il tema Speranze verrà analizzato e inteso non solo come tensione verso il futuro, come tentativo di fiducia in quello che avverrà, o come memoria ed elaborazione del passato, ma come indagine responsabile del presente, come speranza attiva, immanente, concreta che si applichi e riferisca alla quotidianità, che nel qui e ora ritrovi i nodi cruciali per avviare una riflessione esistenziale profonda. Tre le sezioni tematiche che approfondiranno l’argomento: Le Speranze dell’ItaliaLe Speranze del mondo Le Speranze dell’individuo.

Nella sezione Le Speranze dell’Italia verrà scoperto e scovato il legame, spesso fragile, contorto e ambiguo, che intercorre fra gli italiani e la speranza, il loro modo di progettare il futuro in ambito pubblico, sociale e politico e nella sfera privata (i sogni, le felicità, le ambizioni e le disillusioni). La speranza verrà quindi letta attraverso i prismi e le voci di testimoni impegnati nell’analisi degli aspetti della società, della politica e dell’economia italiana.
Le Speranze del mondo racchiude riflessioni sul panorama mondiale e su temi cruciali della contemporaneità (investimento sul futuro, responsabilità nei confronti dell’ambiente, speranze di Cina e Africa).
Nella sezione Le Speranze dell’individuo si approfondirà la dimensione esistenziale dell’essere umano, attraverso l’analisi di una sfera privata che si fa astrazione universale.

Il dizionario

Speranza è forse oggi una parola fuori moda. Paura, nichilismo, insignificanza, vuoto, perdita, abbandono, angoscia sono certo termini più familiari in un’epoca di incertezze e in una società che, sopraffatta da una quantità abnorme di informazioni stimoli e problemi che non riesce a gestire, si scopre fragile e barcollante, priva di appigli e mete sicure.

Ecco allora che occorre uno sforzo di volontà: bisogna tornare a dirla, questa parola dimenticata. E dicendola, bisogna ricominciare a pretenderla, rincorrerla, accoglierla. Perchè è lì, in fondo, che sta il senso di tutto.

In un’edizione di Torino Spiritualità interamente dedicata alla riflessione su un tema cruciale da un punto di vista etico, civile e spirituale come la speranza - intesa come capacità di sperare di fronte e nonostante la disperazione - abbiamo pensato di coinvolgere il pubblico della nostra manifestazione nella costruzione collettiva di un Dizionario delle ragioni per le quali vale (ancora) la pena sperare, per renderlo autore e protagonista del Festival in una modalità inedita.

Traendo ispirazione dalle scene finali del film Manhattan di Woody Allen, nelle quali il protagonista, reduce da una serie di dispiaceri sentimentali, incide su un registratore le ragioni per le quali vale (ancora) la pena vivere (il grande Groucho Marx, Joe Di Maggio, il secondo movimento della sinfoniaJupiter, Louis Armstrong (in Potato blues), i film svedesi, l’Educazione sentimentale, il viso di Tracey, la ragazza che ha lasciato e che ama ancora…), inviteremo il pubblico di Torino Spiritualità a dire in che cosa e perché crede e a esprimere le proprie ragioni di speranza, che potranno spaziare dalle ragioni collettive a quelle personali, dai temi spirituali alla dimensione etica, civile e sociale, contemplando sia valori pubblici e condivisi, sia valori del tutto individuali.

Il bando sarà attivo dall’11 settembre 2008 attraverso tre canali di raccolta. Prendendo spunto dalla testimonianza di alcuni autorevoli ospiti dell’edizione 2008, tutti sono invitati a raccontare la propria personale idea di speranza attraverso il sito internet torinospiritualita.org, partecipando al forum attivo sull’homepage del portale lastampa.it o compilando l’apposita scheda reperibile al Circolo dei Lettori e nelle librerie indipendenti di Torino del circuito Portici di Carta.

I messaggi raccolti confluiranno in un testo collettivo, un Dizionario delle ragioni per le quali vale (ancora) la pena sperare che sarà pubblicato sul sito del Festival e in parte diventerà oggetto di una lettura pubblica in una delle giornate conclusive della manifestazione. Le speranze più significative saranno poi selezionate da “Torino Sette”, media partner di Torino Spiritualità, e pubblicate nelle edizioni del 19 e del 26 settembre.

Leggi tutte “Le speranze del pubblico” e “Le speranze degli ospiti“.

Album fotografico

Mercoledi 24/09/08

Fotografie dell'inaugurazione e della prima serata del festival, con Alessandro Baricco ed Eugenio Scalfari, moderati da Walter Barberis

20 Photos

Giovedì 25/09/08

Workshop, dialoghi e letture si alternano nel corso della giornata. L'ultimo appuntamento è con la lezione di Jean-Luc Marion

36 Photos

Venerdì 26/09

I due grandi appuntanti della giornata: Jurgen Moltmann dialoga con Ugo Perone e la lezione di Mustafa Nano

33 Photos

Sabato 27/09

Le Porte Palatine, i teatri della città, il Planetario di Pino Torinese e il Circolo dei Lettori fanno da sfondo agli appuntamenti del festival

32 Photos

Domenica 28/09

L'ultima giornata del festival, ancora ricchissima di appuntamenti, si conclude con lo spettacolo Giobbe si rivolge a Dio di e con Ugo Volli e con Carla Peirolero

23 Photos

 
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