speranza


Sperare, comunque

Venerdì 26 - Silenzio. C’è un momento in cui il flusso di parole si arresta. La pausa, in cuffia, non è solo quella – fisiologica – della traduttrice. Smetto di prendere appunti forsennatamente e alzo gli occhi. Jurgen Moltmann ha abbassato i suoi. Sotto il cespuglio nero delle sopracciglia passa un’ombra: ora deve dire qualcosa di molto difficile…


La verità, vi prego, sull’amore

Giovedì 25 - «La verità, vi prego, sull’amore», supplicava – ma con sorrisetto ironico – il poeta Wystan Auden.
Chissà, forse la verità, o quanto meno una sincera opinione sull’amore è quello che cerca anche il pubblico di TS, che in questi primi due giorni ha letteralmente preso d’assalto gli incontri dedicati all’eterna croce e delizia dell’esistenza umana. Prima Nancy, poi Jean-Luc Marion, che promette di illuminarci sui nessi tra speranza e amore…


Io ce l’ho con la speranza

Giovedì 25 - «La speranza non mi piace» dice Erri De Luca, allargando le braccia perché è così, non sa che farci, la speranza non gli piace.
«Sperare è come starsene sempre girati dall’altra parte a aspettare che arrivi qualcosa, è tutto tempo rubato alla vita – cerca di spiegare - Non mi piace l’idea di vivere in un frattempo»…


L’etica del silenzio e della felicità

Giovedì 25 - Antonella Parigi ammette di sentirsi un po’ a disagio. Sicuramente per l’opulenta architettura della Sala dei Mappamondi (ma quante meraviglie nasconde Torino?). E forse, anche per l’immensa umanità dell’uomo che le sta accanto: padre Virginio Colmegna. Il presidente della Casa della Carità di Milano, nel suo recente libro Ho avuto fame, parte dal Giudizio Finale raccontato da Matteo per trarne un’idea che è poi il nucleo della sua riflessione e della sua vita.


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