Torino Spiritualità è “Ad infinita notte”, dal 26 al 29 settembre

Sono tante le dimensioni della notte, e dividono. C’è chi ne teme il buio sinistro e chi ama lasciarsi ammaliare dalle danze delle sue ombre, chi vorrebbe sfuggirne l’opacità e chi invece la cerca perché in lei trova riposo, tregua, riflessione. Sforzarsi di respingere i pensieri arruffati che, tenuti a bada di giorno, nella notte sono liberi di visitarci, o prendere confidenza con la notte per mostrarle, come scrisse Rilke, che «abbiamo ricevuto in silenzio ciò che ci ha portato»?

Torino Spiritualità, per la sua XV edizione, propone un viaggio notturno per misurare, attraverso lezioni, seminari, esperienze, incontri, l’intensità del buio, le forme dell’ombra, l’impatto della luce che scuote, quella fuori e dentro ognuno di noi. Il festival torna dal 26 al 29 settembre: è Ad infinita notte, quattro giorni di riflessione sul presente, sulla sua oscurità e sul suo straordinario splendore, attraverso l’incrocio di fedi, culture e religioni.

Indagare l’ambivalenza della notte e suggerirne la maestosa bellezza: questo è il compito del festival nel 2019. Perché proprio la notte è spazio e tempo in cui lo spirito, liberato dal pungolo dei rumori e dalle luci del giorno, può contemplare in dolcezza l’universo stellato all’esterno o il mondo infinito che racchiude al suo interno.

«Solo quando ti sarai confuso con essa la notte ti conoscerà», un altro verso di Rilke che suggerisce l’importanza di imparare a conoscere la notte e a farsi riconoscere da lei. Perché la notte resterà per noi una compagna fedele: appena passata, già ci attende di nuovo. È alle spalle, e sempre ci sta davanti.

Ad infinita notte: tre fili rossi guidano l’indagine dell’edizione. Perché l’assenza di luce è buio, ombra e veglia: queste le tre parole che guidano il pensiero, per scoprire le ragioni delle tenebre in dialogo con quelle della luce, attraverso punti di vista differenti.

Il buio è esplorato come scrigno di miti, narrazioni e sogni: un forziere di fascinazioni e misteri che da sempre seducono il cuore dell’uomo. L’ombra, in bilico tra inquietudini e spaesamento, è da scoprire come metafora per eccellenza di ciò che si sottrae alla conoscenza e alla comprensione, e per questo incute timore. La veglia, notte come momento di verità, è invece indagata come rivelazione e presa di coscienza: cosa fare per arginare il buio e il sonno della ragione?

Dal 26 al 30 a settembre a Torino, con, tra gli altri: il regista Dario Argento, il priore di Bose Luciano Manicardi, il teologo inglese Timothy Radcliffe, lo storico dell’arte romeno Victor I. Stoichita, lo scrittore e presbitero spagnolo Pablo d’Ors, il teologo e poeta portoghese José Tolentino de Mendonça, il critico letterario Carlo Ossola, i filosofi Marco Vannini, Roberto Casati, Josep Maria Esquirol, Silvano Petrosino, Roberto Mancini, l’eremita tedesco Wolfgang Fasser, la monaca zen Elena Seishin Viviani, i teologi Vito Mancuso e Maciej Bielawski, le scrittrici Elena Stancanelli e Daria Bignardi, lo psicanalista Massimo Recalcati, l’attore Ascanio Celestini, il biblista Enzo Bianchi, la storica inglese Tiffany Watt Smith, la poetessa Chandra Livia Candiani, l’astrofisico Amedeo Balbi, il biologo marino Angelo Mojetta, il neurologo Giuseppe Plazzi, l’attivista per i diritti umani Meir Margalit, il linguista Federico Faloppa, lo scrittore Nicola Lagioia, i sociologi Mauro Magatti e Chiara Giaccardi, i giornalisti Domenico Quirico e Alessandro Zaccuri, l’orientalista Aldo Tollini, la monaca induista Svamini Hamsananda Ghiri.

L’immagine guida è un’opera di Alessandro Sanna.

Biglietti a partire da martedì 3 settembre al Circolo dei lettori e online su vivaticket. 
Conferenza di presentazione martedì 10 settembre, ore 12 al Circolo dei lettori.
Scopri la nuova Carta Extra della Fondazione che sostituisce la precedente carta di Torino Spiritualità.

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