❤️ Cose che abbiamo imparato da Torino Spiritualità quest’anno

Che esistono pensieri bianchi che fanno la nostra realtà.
Ma la realtà, il mondo, è da un’altra parte: è Korogocho, Nairobi, è il mare da ascoltare, da indagare con lo sguardo, da attraversare su una nave per poi fermarsi e salvare. Salvare la pelle degli altri, altri di cui non conosciamo le storie, ma solo la pelle, pelle che odora, pelle che chiede, chiede acqua dolce e dolcezza. Un abbraccio e una matita, chiede un regalo. Una possibilità. Pelle che ha paura, spesso, pelle che molte volte chiede amore, un amore che solo sulla pelle può essere conosciuto: nel contatto, nella carezza.
Pelle che contiene solchi come tracce, che si trasforma – una ruga che prima non c’era, un graffio che va curato – perché la pelle richiede cura, la ferita chiede rimedio. E non solo la mia. Perché non ci sono solo io e non c’è solo la mia pelle. C’è la pelle degli altri, c’è la pelle del mondo, pelle animale e pelle verde di foglie e scura di legno. È da sentire a piedi nudi, nell’erba del mattino, da sentire con la mano che sfiora la corteccia di un albero che è amico, amica, confidente, che ascolta i miei segreti.
La mia, la tua, la nostra pelle: perché la pelle è tutto, e c’è solo la pelle, confine e contatto, barriera e incontro, è rapporto, è legame. È tutto ma non basta: non sto più nella mia pelle perché sono stanco di essere solo quello che sono.

Grazie. Ci vediamo l’anno prossimo! ❤️